Il Sentiero Frassati dell'Emilia-Romagna

Escursione intersezionale del 2 maggio 2010. A cura del Club Alpino Italiano Gruppo Regionale dell'Emilia-Romagna, Cai sezioni di Ravenna, Lugo e Faenza e UOEI (Unione Operai Escursioni Italiani).


 

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Finalità: in ambito nazionale esiste una rete di Sentieri dedicati al Beato Pier Giorgio Frassati.
(www.sentierifrassati.org)
Il progetto prevede di istituire un sentiero dedicato in ogni Regione a valenza naturalistica,storica e religiosa. La più alta ispirazione del Beato Pier Giorgio Frassati, alpinista, che con il motto “montagne, montagne, io vi amo”, gustava nelle sue ascensioni il particolare piacere della natura e del creato che lo richiamava a Colui che l’ha generato era quella di poter vedere / scoprire “Dio nel creato”.

Il "Sentiero Frassati dell'Emilia-Romagna" è stato istituito in provincia di Ravenna, nell’alto Appennino Faentino, esattamente nell’Alta Valle del Sintria , in territorio comunale di Brisighella.
Avendo come base di partenza il rifugio UOEI di Fontana Moneta, sono stati individuati due itinerari utilizzando sentieri già esistenti, alcuni dei quali gestiti dalla UOEI in modo da creare due anelli di diversa durata e difficoltà che non limiti la percorrenza ad alcun escursionista.

1) itinerario della durata di h. 3,5 con partenza da Fontana Moneta,
difficoltà E- dislivello 400 m: Fontana Moneta –Cà Poggereto sentiero 545 – Monte Toncone – veduta su Pian di Volpone – Presioletta, diramazione per Presiola e ritorno a Fontana Moneta tramite il sentiero Cai 543;
2) itinerario della durata di h. 6 con partenza da Fontana Moneta –
difficoltà E – dislivello complessivo 900 m.
Fontana Moneta - Cà Poggereto – Monte Toncone – Pian di Volpone – La Valle – Chiesa di Fornazzano, Monte Piansereno, Cà di Malanca, Croce Daniele – Fontana Moneta.

Descrizione itinerario:
DOVE: in Comune di Brisighella (Ravenna) DURATA: itinerario ad anello della durata di h. 6 - DISLIVELLO: m 900 percorribile parzialmente per una durata di h. 3,5 – dislivello: m. 400 DIFFICOLTÀ: E
Siamo nell’Alto appennino faentino, ai confini con la Toscana, esattamente nell’alta valle del Sintria, ricompresa fra la vallata del Fiume Lamone e la Vallata del Senio.
Il Sentiero Frassati dell’Emilia Romagna partendo dal Rifugio di Fontana Moneta, su sentiero di media-collina ci conduce di valle in valle con tratti di crinale, diversi saliscendi, punti panoramici, attraverso boschi misti di latifoglie, bosco ceduo, boschetti di abete e pino, castagneti.
La semplicità dei luoghi e delle testimonianze religiose sono lo specchio della semplicità delle persone, di un ambiente agreste che gravitava sulla parrocchia, di abitanti che utilizzavano la rete dei sentieri ancora esistenti per comunicare e vivere la vita che traeva sostentamento dalla coltivazione dei campi e dei boschi.
Il Rifugio di Fontana Moneta (m. 634 slm), raggiungibile con le auto, oppure anche a piedi dopo alcune ore di cammino dalla stazione ferroviaria di S. Cassiano o S. Martino in Gattara sulla linea Faenza/Firenze, viene preso come base di partenza.
Descriviamo l’itinerario immaginandolo percorso in senso orario.
Dal rifugio, attraversata una sbarra, saliamo per stradello fino al Monte Toncone (m. 813), poi per crinale raggiungiamo il punto panoramico di Pian di Volpone (m. 724).
Possiamo rientrare a Fontana Moneta (Itinerario 1) seguendo la direzione dell’ex abitato di Presioletta, poi della Chiesetta di Presiola (m. 582) - nei pressi dedica al Beato Pier Giorgio - seguendo il segnavia Cai n. 543, oppure proseguire sul crinale (itinerario 2) in direzione La Valle, per attraversare uno splendido castagneto dal quale è possibile ammirare in lontananza la Vena del Gesso romagnola e giungere alla Chiesetta di Fornazzano (m. 604).
Attraversata la strada saliamo per prati e dopo un’abetina fino ai ruderi del Castello di Fornazzano (il Castellaccio) m. 725, proseguendo per punti panoramici e tratto a bosco ceduo, raggiungiamo la strada che si apre sulla Valle del Lamone, seguendola sulla sinistra fino al Museo di Cà di Malanca (m. 720), dove sono custodite testimonianze storiche legate al sacrificio di molte giovani vite durante la seconda guerra mondiale.
Cà di Malanca è punto di collegamento con il Sentiero dei Partigiani e la rete della “Corolla delle ginestre”.
Ritornando sui nostri passi, attraverso il Sentiero 505 raggiungiamo Croce Daniele (m. 689) (chiesetta e ristorante) e successivamente seguendo le indicazioni rientriamo a Fontana Moneta scendendo fino al guado del Torrente Sintria (piccolo tratto attrezzato) e dopo una bella salita riprendendo il sentiero 543.

Per escursioni guidate sull’itinerario contattare:
Club Alpino Italiano – Sezione di Lugo – tel. e fax 0545/30541 (apertura venerdì sera) – e-mail: info@cailugo.it, sito www.cailugo.it
Club Alpino Italiano – Sezione di Faenza – tel. e fax 0546/22966 (apertura giovedì sera) – e-mail: infor@caifaenza.it, sito www.caifaenza.it
Club alpino Italiano – Sezione di Ravenna – tel. e fax 0544/472241 (apertura giovedì sera) – e-mail: clubalpino@racine.ra.it, sito http://cairavenna.racine.ra.it
U.O.E.I. (Unione Operaia Escursionisti Italiani) – Faenza – tel. e fax 0546/664925 (apertura mercoledì sera) – informazioni sul sito: www.uoei.it/faenza, e-mail: uoei.faenza@alice.it
Strutture ricettive:
Rifugio di Fontana Moneta gestito dall’Uoei - 31 posti letto – contattare U.O.E.I. come sopra
Rifugio di Cà di Malanca – n. 20 posti letto – gestito dall’A.N.P.I. – tel. 0546/662108 – 0546/28561 – 0546/85435 sito: www.camalanca.it, e-mail: info@camalanca.it
Altre in zona, incluso possibilità di campeggio da valutare sulla base delle caratteristiche e delle esigenze del richiedente o del gruppo

Sul sentiero: Ristorante/trattoria Croce Daniele – tel. 0546/87019

Cartografia del sentiero: disponibile – da richiedere alle Sezioni Cai ed all’Uoei

La figura di Pier Giorgio Frassati.
Nasce a Torino il 6 aprile del 1901 da genitori biellesi. Il padre Alfredo è fondatore e direttore del quotidiano "La Stampa", senatore nel 1913 e ambasciatore a Berlino nel 1921-1922. La madre Adelaide è un'appassionata ed affermata pittrice. Con la sorella Luciana, di un anno minore, frequenta il Liceo-Ginnasio Massimo d'Azeglio e consegue la maturità classica all'Istituto Sociale dei padri Gesuiti. Nel 1918 s'iscrive al Regio Politecnico di Torino nel corso di Ingegneria industriale meccanica con specializzazione mineraria al fine di dedicarsi "a Cristo tra i minatori". Sviluppa prestissimo una profonda vita spirituale: Gesù nell'Eucaristia e la Santa Vergine - da lui particolarmente onorata nel santuario alpino di Oropa - sono i due poli della sua devozione. Si iscrive e partecipa attivamente a numerose associazioni (Fuci, Gioventù Cattolica, Club Alpino Italiano, Giovane Montagna), ma il campo della sua massima attività è la Conferenza di San Vincenzo, dove si prodiga nell'aiuto ai bisognosi, ai malati, agli infelici, donando loro tutto se stesso. Nel 1922 entra nel Terz'ordine domenicano assumendo il nome di fra' Gerolamo in ricordo del Savonarola. Due mesi prima della laurea, a soli 24 anni, la sua esuberante fortezza viene stroncata in cinque giorni da una poliomielite fulminante. Muore il 4 luglio del 1925. I suoi funerali sono un'apoteosi. La tomba di Pollone diviene subito meta di pellegrinaggi. Il suo corpo riposa ora nel duomo di Torino. Il 20 maggio del 1990 Giovanni Paolo II proclama Beato quel giovane che nel 1980 aveva chiamato "un alpinista tremendo" e nel 1984 aveva indicato come modello agli sportivi del mondo intero.